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Premio Durello Award 2011 by Alfredo Cramerotti

Premio Durello Award  2011

talk, seminar, debate

Presentation of the Award to the artist Valentina Miorandi for “Inno Nazionale d'Italia” - - - - - - La Giuria, presieduta da Alfredo Cramerotti, dopo una prima valutazione delle opere candidate al concorso attraverso il sito www.startingcollection.com, ha effettuato venerdì 7 ottobre la sua scelta in fiera, con la seguente motivazione: - - - - - “Il Premio Durello è nato per supportare artisti che presentano e discutono un tema, un soggetto, rendendolo in maniera inconsueta e con angolo inesplorato; e non c'è dubbio che l'opera vincitrice del 2011, “Inno Nazionale d"Italia 2011” dell'artista Valentina Miorandi, sia uno degli esempi più fulgidi ed efficaci in questo senso. L'opera, in sé è rappresentata da un disco in vinile che supporta la registrazione di una sessione di tre cori di montagna - una settantina di uomini e donne che hanno eseguito, con guida di un direttore musicale, l'inno nazionale di Mameli con il testo originale sostituito da parole-chiave della Costituzione Italiana. Termini come 'democratica', 'donne e uomini', 'libera persona, ‘libera espressione', 'di tutti volontà', risuonano vicini, forse troppo vicini per metterci a nostro agio. Mettono in moto questioni sul loro significato profondo, qui e ora. Miorandi ha estratto queste parole-chiave e le ha date ai cori di montagna perché le facessero proprie, le attivassero attraverso melodie emozionali che tutti conoscono, e si trasformassero così in pensieri che ci entrano in testa e rimettono in discussione l'idea di che cosa è la nostra società, e soprattutto come la stiamo costituendo, cambiandola continuamente poco a poco. In che direzione vada questo cambiamento, dipende da noi. E qui il lavoro dell'artista si fa acuto, quasi micidiale nella sua efficacia, perché i cori stessi stanno facendo propria la nuova composizione, e la ripropongono nelle loro performance, come parte del repertorio. Miorandi non si presta a facili atteggiamenti critici senza conseguenze: genera contenuti e adotta mezzi sempre in maniera funzionale, fa qualcosa che serve alle persone che guardano o ascoltano. E non c'è retorica che tenga, dal momento che ci implica in quello che siamo”.